In questi giorni difficili per il nostro territorio, segnati dalla crisi idrica, ho evitato di entrare nella polemica, per non alimentare strumentalizzazioni politiche su una grave emergenza che non può e non deve diventare oggetto di campagna elettorale.È una situazione che tocca le esigenze delle persone e impone responsabilità e serietà. Ai cittadini servono progetti concreti, finanziamenti reali e, soprattutto, acqua corrente. Su questo io ci sono e ci sarò sempre, al fianco degli agrigentini. Il Governo Schifani ha già erogato circa 90 milioni di euro per la nostra provincia, destinati a pozzi e sorgenti, acquedotti e impianti, traverse e potabilizzatori, dissalatore, autobotti e reti idriche vetuste. Ma non basta, i turni di erogazione sono rimasti e sono inaccettabili. Non aiuta ricordare adesso chi ha chiuso i dissalatori e chi li ha riattivati. Così come non serve tornare sulla battaglia contro chi ha speculato sull’acqua, che ho personalmente condotto insieme al presidente Musumeci, a molti amministratori e a tanti cittadini e che ha portato alla risoluzione del contratto con Girgenti Acque e con il gruppo Campione, contribuendo a restituire la gestione pubblica del servizio idrico, oggi affidata dai Sindaci ad AICA. Non serve alimentare discussioni sulle competenze, per giustificare rimpalli di responsabilità. È sbagliato trasformare in una disputa politica la questione relativa all’ordinanza coraggiosa del Sindaco del mio paese. Le leggi vanno rispettate e le istituzioni devono operare nel rispetto delle regole, ma conoscendolo so che ha agito in buona fede e nell’esclusivo interesse della comunità ravanusana. Infine sarebbe gravissimo trasformare questa emergenza in un’occasione per ottenere like e visibilità. Noi di Fratelli d’Italia agiamo come ci insegna Giorgia Meloni: lavorando, anche in silenzio, per raggiungere obiettivi concreti. Io rappresento le istituzioni regionali e, insieme al Presidente e alla Giunta, ho il dovere di creare le condizioni affinché la situazione si risolva. Se quanto fatto non basta, come è evidente, bisogna fare di più e meglio, chiamando ciascuno alle proprie responsabilità. Di fronte a un’emergenza come questa non servono divisioni, polemiche o personalismi. Servono responsabilità, concretezza e risultati. E soprattutto serve una cosa semplice, ma essenziale: garantire ai cittadini l’acqua.
