May 17, 2026
Canicattì, pubblica sui social fotomontaggi hot di donne. Condanna ridotta in appello
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Canicattì, pubblica sui social fotomontaggi hot di donne. Condanna ridotta in appello

Mag 15, 2026
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E’ stata ridotta a dieci mesi di reclusione la condanna nei confronti dell’uomo ultrasessantenne di Canicattì che pubblicava sul web fotomontaggi di donne con corpi nudi ai quali applicava i volti di sue conoscenti tutte residenti in città. La sentenza è stata emessa dalla terza sezione della Corte d’Appello di Palermo, presieduta da Enzo Agosta al quale si era rivolto il suo legale di fiducia l’avvocato Angelo Asaro. In primo grado l’imputato era stato condannato a due anni ed otto mesi di carcere per l’accusa di diffamazione aggravata a mezzo social. Era venuta a cadere invece l’imputazione per Revenge Porn sostenuta in un primo momento dal Pubblico Ministero. Attualmente l’imputato dopo un periodo trascorso ai domiciliari,  è  libero ma continua a permanere il divieto di avvicinamento alle vittime. La vicenda risale a parecchi anni addietro quando l’uomo  ha iniziato a pubblicare su  Facebook, foto di donne tutte residenti a Canicattì tra le quali anche la ex moglie, applicando i volti su scene esplicitamente porno  L’uomo  ha continuato nella sua azione  nonostante fosse stato denunciato dalle vittime  venute a conoscenza per caso di quello che gli stava accadendo perché informate da amici o parenti che sui social si erano imbattuti nel profilo  del canicattinese. La loro unica colpa è stata quella di avere incontrato sulla propria strada e per motivi di lavoro quello che poi sarebbe diventato il loro aguzzino. Infatti, l’imputato è un artigiano parecchio conosciuto in città. L’uomo dopo avere effettuato degli interventi lavorativi a casa delle donne, successivamente passava alle avance chiedendo alle vittime di uscire con lui.  Al loro rifiuto scattava la vendetta. Infatti, da li iniziavano una serie di pubblicazioni su Facebook ma anche su altri social dove rubando foto del viso dai loro profili iniziava su immagini e video a sfondo sessuale. Quattro in totale le donne di Canicattì che hanno portato l’uomo a processo mentre altre, non hanno ritenuto opportuno perseguirlo nonostante siano incappate nella stessa situazione.