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October 16, 2026
Canicattì, nuovo inquietante episodio: divelta la targa dedicata al maresciallo Guazzelli
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Canicattì, nuovo inquietante episodio: divelta la targa dedicata al maresciallo Guazzelli

Set 28, 2026
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Canicattì si trova di fronte a un nuovo, vile oltraggio nei confronti di servitori dello Stato e vittime di mafia. La foglia commemorativa dedicata al maresciallo dei Carabinieri Giuliano Guazzelli è stata ritrovata tagliata di netto. Nelle immediate vicinanze dell’installazione divelta è stato rinvenuto un involucro di plastica vuoto, un dettaglio adesso al vaglio dei carabinieri intervenuti sul posto per comprendere se sia in qualche modo legato agli autori del gesto. Il danneggiamento, compiuto  durante la notte colpisce al cuore la Villa Comunale, un luogo che si pone come fulcro di memoria e riscatto civile. La gravità dell’episodio risiede nella sua reiterazione, che delinea dinamiche a dir poco inquietanti. Il danneggiamento del manufatto dedicato al maresciallo Guazzelli,  instancabile investigatore antimafia ucciso da Cosa Nostra, si inserisce infatti in un quadro di continui attacchi: sempre all’interno della Villa Comunale. Nelle  scorse settimane, infatti, si era registrato il furto della targa d’intitolazione dedicata a Stefano Saetta, figlio del giudice Antonino. Uno sfregio a cui si era posto rimedio grazie alla ferma volontà dell’amministrazione comunale, che aveva provveduto a ricollocarla. Colpire a breve distanza un nuovo simbolo assume, in questa luce, i contorni di una deliberata e sistematica sfida. A prendere una posizione netta di fronte all’accaduto è il sindaco Vincenzo Corbo. “Si tratta – dichiara Corbo- di un atto vile e inaccettabile che ferisce l’intera comunità. Questi continui sfregi ai simboli della memoria non ci intimidiscono, anzi rafforzano la determinazione dell’amministrazione comunale nel difendere i presidi di legalità e nel procedere immediatamente al ripristino dell’opera. Canicattì non arretrerà di un passo di fronte a simili provocazioni e continuerà a fare della memoria un pilastro fondamentale dell’agire pubblico. Questo ennesimo attacco- aggiunge- impone un’analisi che vada ben oltre il semplice fatto di cronaca. Ci troviamo di fronte a una dinamica che svela quanto la battaglia per la legalità sia una questione profondamente culturale e ancora lontana dall’essere definitivamente vinta. Accanirsi  contro le memoria significa riconoscere a quei simboli un enorme potere: quello di educare le nuove generazioni, di infastidire le coscienze sopite e di segnare un confine netto tra lo Stato e chi, nell’ombra, vorrebbe riaffermare vecchie logiche di omertà. Non si tratta- conclude il capo dell’amministrazione comunale- della “banale” distruzione di un bene, ma del sintomo di un malessere profondo; l’espressione di una subcultura che tenta disperatamente di resistere al cambiamento, illudendosi che rimuovere una targa o recidere una scultura possa bastare a tranciare le radici della memoria collettiva”

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