Canicattì, marcia per la sicurezza. Restivo: “Città viva, ma assenti Sindaco e scuole”
«Ancora una volta Canicattì ha risposto, ha alzato la testa e ha voluto stringersi forte. La gente perbene a Canicattì c’è e sa bene che non bisogna gettare la spugna, ma lottare continuamente per vivere in una città migliore». È con queste parole che Lillo Restivo, co-organizzatore della marcia per la sicurezza e la tutela dei giovani che si è svolta ieri sera a Canicattì, esprime la propria soddisfazione per l’ampia partecipazione dei cittadini, tracciando però al contempo “un bilancio critico nei confronti delle istituzioni locali e del mondo scolastico”.
Accanto alla soddisfazione per la risposta della cittadinanza, non mancano le note dolenti legate alle assenze istituzionali.
«Dispiace costatare come il Sindaco e l’intera Amministrazione comunale ci abbiano snobbati», prosegue il co-organizzatore. «Li abbiamo visti presenti nelle passerelle che si sono svolte giorni fa durante la “Settimana della Legalità”, ma sono risultati del tutto assenti proprio nel momento in cui è la Comunità stessa a organizzare un momento d’incontro sullo stesso tema – accusa Lillo Restivo – Oggi hanno dimostrato di incarnare una politica assente, che non ascolta, ma che presenzia unicamente per fare passerella».
Un ulteriore richiamo è stato indirizzato all’agenzia comunicativa e formativa della Scuola. Nonostante l’invito formale esteso dagli organizzatori a tutti gli istituti del territorio, si è registrata una scarsissima presenza di giovani.
«Questo dato deve farci riflettere profondamente», incalza Restivo. «La scuola deve ritornare a svolgere appieno il proprio fondamentale ruolo educativo. Non ci si può limitare a diramare semplici circolari per invitare gli studenti a partecipare: serve un coinvolgimento attivo. È necessario che gli stessi docenti credano fermamente nella propria missione educativa e si organizzino classe per classe in occasione di eventi così rilevanti. Altrimenti è del tutto inutile lamentarsi dei giovani o di una società deteriorata. Ognuno deve ritornare ad assumersi il ruolo che ricopre nella società e svolgere la propria missione. Servono meno burocrazia, più dialogo e più presenza sul campo: i giovani hanno bisogno di essere ascoltati, convinti e guidati nel capire cosa sia giusto e cosa sia sbagliato».
Un ringraziamento particolare da parte degli organizzatori è stato rivolto al vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento, Don Giuseppe Cumbo. «Lo ringrazio di cuore – sottolinea Restivo – sia per aver accettato il mio invito sia per il suo profondo intervento, accolto dalla comunità con un silenzio assordante e carico di significato. Il nostro obiettivo era semplicemente quello di unirci per riflettere tutti insieme su temi fondamentali per il nostro territorio». E proprio sull’intervento del vicario generale, Restivo pone l’accento sull’invito “a fare squadra senza divisioni”. «Oltre a richiamare la comunità all’unità, Don Giuseppe Cumbo ha voluto fortemente ribadire l’importanza di assumersi ognuno le proprie responsabilità, senza delegare continuamente ad altri compiti che in parte spettano a ciascuno di noi: famiglie, agenzie educative e istituzioni».


















