Canicattì, “Manca il confronto”: consiglieri abbandonano l’aula e cade numero legale
Un’aula semideserta, la surroga di un consigliere e poi la fuga in massa. È quanto accaduto ieri sera nel corso della riunione del consiglio comunale di Canicattì.
L’ordine del giorno prevedeva passaggi cruciali per la vita amministrativa della città: la surroga della consigliera Nicosia – passagio formale indispensabile per garantire il proseguo delle future attività consiliari – e la ricostituzione delle commissioni permanenti, rimaste prive di componenti in seguito alle recenti dimissioni di diversi consiglieri.
Ma la seduta non è mai davvero entrata nel vivo. Dopo la surroga, prima ancora che il Presidente potesse avviare le comunicazioni di rito, la parola è andata al consigliere Restivo, che ha espresso con durezza tutta la propria indignazione di fronte all’ennesima assenza dell’amministrazione sui banchi. Non c’erano né il Sindaco né gli assessori, ad eccezione del solo consigliere e assessore Massimo Muratore.
L’intervento di Restivo è stato un affondo diretto, capitato proprio in una settimana densa di iniziative istituzionali:
«Nella settimana in cui si invoca la legalità attraverso le passerelle degli amministratori locali, gli stessi continuano a non avere alcun rispetto per l’organo consiliare. Oggi si dovevano discutere e votare punti di estrema importanza che necessitavano, prima di tutto, di un confronto schietto con il Primo Cittadino». Con queste parole, Restivo ha abbandonato l’aula per protesta.
Una mossa immediatamente condivisa dalle consigliere Giardina e Cardella, che si sono unite alla protesta uscendo dall’aula.
Dopo mezz’ora anche gli altri gruppi politico-consiliari si sono alzati dai propri scranni, facendo cadere il numero legale e costringendo il Presidente a sciogliere la seduta.
Per i consiglieri “la legalità non è uno striscione da esibire durante gli eventi pubblici o nei cortei ufficiali: il confronto democratico è legalità, il rispetto delle istituzioni elette dai cittadini è legalità. La politica vive di scelte quotidiane e di presenza sul campo. Continuare a governare la città con l’aula svuotata e il dialogo azzerato non è più sostenibile”.

