I sindaci agrigentini sono pronti a consegnare le fasce tricolori al presidente della Regione se Siciliacque non dovesse aumentare la dotazione idrica per la provincia durante tutto il periodo estivo. I sindaci, che hanno incontrato, ieri pomeriggio, l’assessore regionale Colianni, hanno evidenziato la mancata assegnazione della risorsa idrica aggiuntiva richiesta a Siciliacque, concessionaria del servizio in regime di monopolio, per ragioni esclusivamente finanziarie, definendo questo passaggio un crimine contro l’umanità. Siciliacque, a inizio mese, aveva disponibilità a fornire dotazione idrica aggiuntiva richiesta di 60 litri al secondo solo per il mese di giugno. Secondo la concessionaria, il debito di Aica, che gestisce le condotte idriche e fognarie dell’Agrigentino, è salito a circa 24,5 milioni di euro, cifra che, era stato detto con nota firmata dall’amministratore delegato Stefano Mereu, non consente di assumere nuovi rischi economici. L’assessore Colianni ha rassicurato, ma i sindaci agrigentini si sono detti «pronti a intraprendere ogni iniziativa utile in tutte le sedi istituzionali competenti per garantire il diritto all’acqua dei propri concittadini.
FRUTECH
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