Blocco Sicilia. Le accuse di Agri.Sat : “protesta ignorata da TV di Stato”
Il silenzio complice dei media sulla rivolta siciliana: mentre i nostri territori, colpiti al cuore da una crisi economica lancinante e micidiale, rischiano di spopolarsi in maniera definitiva. Gli scaffali si svuotano e la rabbia si organizza in gran segreto e sgorga in maniera prorompente nelle strade, nelle piazze, nei porti. Mentre l’isola si blocca, i tir si fermano nei piazzali, i carburanti scarseggiano e i supermercati restano sguarniti, la TV di Stato sceglie l’oscuramento. Ma la protesta di AGRI.SA.T. rilancia: consigli comunali straordinari la settimana entrante e un’azione di disturbo a sorpresa a Palermo.C’è un’Italia reale che sta letteralmente affondando sotto i colpi del carovita e un’Italia virtuale, confezionata a uso e consumo dei palazzi del potere, che ci viene propinata ogni sera dai telegiornali nazionali. Se si ascoltano i media mainstream, tutto va bene, l’economia vola e il massimo dibattito politico ruota attorno a sondaggi elettorali, commissionati a pagamento, e visibilmente pilotati per anestetizzare l’opinione pubblica. Se invece si scende nelle strade della Sicilia, la realtà è quella di un tessuto sociale ridotto allo stremo, dove il blocco delle attività sta portando al collasso logistico.In queste ore la crisi ha compiuto un salto di qualità drammatico. Gli autotrasportatori hanno spento i motori, lasciando i mezzi fermi nei piazzali. Di conseguenza, i carburanti cominciano a scarseggiare nelle stazioni di servizio e si registra una situazione di estremo disagio per la popolazione, con gli scaffali dei generi alimentari svuotati nei supermercati dell’isola. L’agricoltura del Mezzogiorno è in ginocchio, costretta a svendere le proprie eccellenze a prezzi che non coprono nemmeno i costi di raccolta. Le marinerie sono bloccate nei porti dal caro gasolio e gli studenti manifestano nelle piazze ed occupano le università contro gli affitti inaccessibili. Eppure, per il circuito mediatico romano, questa rabbia diffusa semplicemente non esiste. La voce della trincea agraria: «Siamo al colpo di grazia» Contro questo muro di gomma istituzionale e giornalistico, la resistenza si sta organizzando attorno alle sigle autonome. In prima linea c’è AGRI.SA.T., l’associazione che ha deciso di non piegare la testa e di rifiutare le solite “passerelle della domenica” della vecchia politica.«Ci stanno strangolando con un meccanismo perverso: il gasolio agricolo è schizzato a livelli insostenibili, mentre la grande distribuzione ci impone di vendere i nostri prodotti sotto i costi di produzione, violando sistematicamente la legge», denuncia duramente il presidente regionale di AGRI.SA.T., Franco Calderone. «Ci pagano il grano duro a 20 centesimi al chilo quando produrlo ce ne costa 35. Non è più mercato, questa è pura e semplice rapina ai danni di chi lavora la terra. E la politica, anziché attivare i controlli, si gira dall’altra parte». I Comuni si mobilitano: consigli straordinari la settimana entrante.La mobilitazione, partita dai territori più esposti e passata per il blocco strategico dello snodo stradale di Bolognetta, sta assumendo i contorni di una rivolta istituzionale a oltranza. Dal cuore della provincia di Agrigento, la protesta ha trovato una sponda agguerrita a Racalmuto, grazie all’azione del responsabile provinciale dell’associazione e capogruppo consiliare, Salvatore Petrotto. «L’estate scorsa nei monti Sicani, tra Cammarata, San Giovanni Gemini, Castronovo di Sicilia e Santo Stefano di Quisquina, migliaia di ettari di terreno coltivato e di pascoli, intere aziende, sono state inceneriti da inarrestabili incendi, per mancanza di prevenzione, a cui si somma la totale incapacità nella gestione delle fonti irrigue e dell’acqua per uso idropotabile. La pazienza, dalle nostre parti, è finita da tempo», dichiara con fermezza Salvatore Petrotto. «Non arretriamo di un millimetro. La settimana entrante si terrà un Consiglio comunale straordinario e aperto a Racalmuto per trasformare l’assise in un presidio permanente a difesa della nostra economia. E non saremo soli: lo stesso avverrà a Naro e in altri comuni. Se pensano di liquidarci con i talk show e i sondaggi truccati che nascondono il Paese reale, hanno fatto male i loro calcoli. La fame non si cura con la propaganda di regime». Palermo: azione a sorpresa a fine settimana.Proprio a causa del totale disinteresse del governo nazionale e regionale, AGRI.SA.T. ha deciso di cambiare strategia per alzare drasticamente il livello dello scontro. I vertici dell’organizzazione hanno infatti chiarito che la prossima iniziativa eclatante a Palermo non consisterà nella tradizionale sfilata dei trattori, ma in una clamorosa azione alternativa predisposta dai comitati spontanei.I dettagli operativi rimangono riservati, ma l’appuntamento è fissato per la fine della settimana entrante: una mobilitazione a sorpresa studiata appositamente per colpire al cuore i palazzi del potere regionale, senza concedere preavvisi che possano permettere contromisure alle autorità.Se i grandi organi d’informazione decideranno di censurare anche la paralisi nella distribuzione dei beni di prima necessità e le azioni eclatanti nel capoluogo, vorrà dire che la distanza tra questo Paese reale e chi pretende di raccontarlo sarà diventata, una volta per tutte, incolmabile.

