Ansia o finzione? Quando il corpo simula la malattia
Il quesito del lettore:
Gentili dottoressa, da mesi vivo nel terrore di avere una grave malattia cardiaca. Ho fatto tre elettrocardiogrammi e una visita specialistica: tutti negativi. Eppure, la sera avverto tachicardia, respiro corto e un senso di svenimento. Mio figlio dice che “simulo” per attirare l’attenzione, ma io questi sintomi li sento davvero. Come posso uscirne e convincere i medici a trovare una cura?
— Renato, 62 anni
Risposta a cura di:
Dott.ssa Vinti Salvina
Caro Renato, quello che lei descrive è un vissuto doloroso e purtroppo molto comune. La prima cosa da chiarire è che lei non sta simulando. La simulazione cosciente implica la volontà di mentire per ottenere un vantaggio. Nel suo caso, invece, la sofferenza è reale e invalidante.
Quando gli accertamenti escludono una causa organica, non significa che il sintomo non esista, ma che la sua origine è psicologica. Ansia e stress possono “somatizzare”, ovvero esprimersi attraverso il corpo con la stessa identità di una patologia fisica. La mente, spaventata, si focalizza sul cuore, creando un circolo vizioso: la paura aumenta la tachicardia, e la tachicardia aumenta la paura.
Per uscirne, il primo passo è smettere di cercare risposte nei laboratori di cardiologia e iniziare a prendersi cura della propria emotività. Un percorso psicoterapeutico è estremamente efficace. La aiuterà a decodificare questi segnali d’allarme, a gestire i pensieri catastrofici e a restituire a lei e alla sua famiglia la serenità che meritate.
Dott.ssa Vinti Salvina
Psicologa e Psicoterapeuta
Riceve per appuntamento a Raffadali (Agrigento)
Cell. 3343096133