È il giorno del Referendum sulla Giustizia. Seggi aperti fino alle 23:00 e domani lunedì dalle 7:00 alle 15:00.
Per esprimere la propria preferenza bisogna recarsi al seggio muniti di un valido documento d’identità e della tessera elettorale.
Alle 12 i primi dati dell’affluenza alle urne.
Si vota per il referenum popolare confermativo della legge di riforma della Costituzione in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.
Cosa prevede la riforma?
Tra le principali novità c’è l’istituzione di due distinti Consigli Superiori: uno destinato ai giudici e l’altro ai magistrati requirenti.
Il progetto di riforma prevede inoltre la nascita di una Corte disciplinare con rango costituzionale, alla quale verrebbero affidati i procedimenti disciplinari riguardanti i magistrati.
Un altro elemento significativo riguarda i criteri di scelta dei componenti degli organi di autogoverno. La riforma introduce il sorteggio come modalità di selezione,
La scheda e il quesito
Sulla scheda, di colore verde, sarà presente il seguente quesito: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?”. In fondo due caselle, “SÌ” e “NO”.
Cosa significa votare “SÌ”
Esprimere un voto favorevole significa dare il via libera all’intero pacchetto di modifiche alla Costituzione. In questo scenario verrebbero introdotte la divisione delle carriere tra magistrati, la nascita di due distinti Consigli Superiori, l’istituzione di un organo disciplinare dedicato e un diverso meccanismo di selezione con l’introduzione del sorteggio. Le novità diventerebbero operative solo dopo l’approvazione delle norme di attuazione necessarie.
Cosa significa votare “NO”
Votare “NO” significa invece lasciare invariata la struttura attuale dell’ordinamento giudiziario. Resterebbe quindi una magistratura unica, con un solo Consiglio Superiore e senza interventi sulla Carta costituzionale.
Lo spoglio avverrà alla chiusura dei seggi fissata per le 15 di lunedì 23 marzo.