L’Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, è stato vittim di vilenti attacchi e insulti sui social dopo le sue parole sulle scelte politiche di Europa e Italia nella questione migranti. Ne è scaturita una onda di reazioni sui profili social, di irrisione e violenti insulti che hanno voluto colpire il prelato da sempre sensibile ai temi dei migranti, del dialogo interculturale e delle periferie, sotto scorta da anni anche per le sue posizioni contro la criminalità organizzata.
Nel suo messaggio indirizzato a Mediterranea saving humans, don Corrado, come lo chiamano i fedeli palermitani, vicepresidente della Conferenza episcopale siciliana con delega alle Migrazioni, scriveva: «Queste vittime – questi volti e questi corpi cancellati dei poveri – sono l’ennesimo frutto delle scelte disumane dell’Europa e dell’Italia capaci solamente di legiferare contenimento e abbandono e di colpevolizzare come criminali quanti prendono il largo come “pescatori di uomini di donne” in balia delle onde».
A sostegno dell’arcivescovo numerosi messaggi di solidarietà dal mondo dell’associazionismo e della cultura.
“Di fronte a tutto questo, si è scatenato il peggio che i social possano offrire: insulti, dileggi, accuse nei confronti dell’arcivescovo e della Chiesa. Comportamenti che, come giornalisti cattolici, consideriamo inaccettabili e che condanniamo con fermezza, esprimendo all’arcivescovo solidarietà e vicinanza – sostiene il Consiglio direttivo della sezione di Palermo dell’Ucsi, l’Unione cattolica stampa italiana – Il confronto, in democrazia, è necessario e può anche essere ruvido ma mai può trascendere, né trasformarsi in odio o attacchi personali. Facciamo nostro l’appello di Papa Leone XIV per questa Quaresima, ossia digiunare dalle parole che feriscono, e l’invito del Santo Padre a una comunicazione, anche social, che sia spazio di dialogo, disarmata e disarmante. Solo così saremo costruttori di pace e di bene comune”.