L’escalation in Medio Oriente e l’ipotesi di un blocco prolungato dello
Stretto di Hormuz potrebbero produrre effetti significativi sull’economia
siciliana. L’Isola potrebbe subire un impatto economico potenzialmente
superiore ai 2 miliardi di euro nei primi sei mesi , con ripercussioni su energia,
logistica, agroalimentare e occupazione.”
È l’analisi del Centro Studi di Conflavoro Sicilia illustrata dal vice presidente
nazionale vicario di Conflavoro e segretario regionale della Sicilia, Giuseppe
Pullara .
“ La Sicilia è una delle regioni italiane più esposte agli shock energetici
internazionali . I nostri poli industriali e petrolchimici, insieme ai porti
commerciali, dipendono in modo diretto dai flussi che transitano dal Golfo
Persico. Un’interruzione prolungata rischia di rallentare la produzione,
aumentare i costi e mettere in difficoltà migliaia di imprese ”, spiega Pullara .
Secondo l’elaborazione del Centro Studi regionale, un aumento del costo
dell’energia fino al 35-40% potrebbe determinare rallentamenti nei poli
industriali di Priolo-Melilli, Gela e Milazzo ; incremento dei costi logistici fino
al 25% , con impatto su porti e interporti; un calo del 15-20% dei traffici
commerciali ; migliaia di posti di lavoro a rischio nei settori energivori, nella
logistica e nell’agroalimentare.
Le famiglie siciliane potrebbero, inoltre, subire una perdita del potere
d’acquisto fino al 6% , con un aggravio medio stimato di 80-100 euro al mese
tra energia e beni alimentari.
“ Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo permanente con Regione-
continua Pullara – per monitorare l’evoluzione della situazione e predisporre
misure di tutela per imprese e lavoratori ”.
Conflavoro Sicilia indica come priorità il rafforzamento delle riserve
energetiche ; l’ accelerazione degli investimenti nelle rinnovabili e nelle
comunità energetiche ; il potenziamento delle infrastrutture portuali e
logistiche ; strumenti rapidi di liquidità e sostegno alle PMI .
“ Una filiera green strutturata – conclude il vice presidente nazionale vicario
di Conflavoro – potrebbe generare migliaia di nuovi posti di lavoro nei
prossimi anni ”.