Emergenza idrica, sindaci di Canicattì e Ravanusa chiedono incontro urgente ad AICA e ATI
Situazione sempre più critica sul fronte dell’approvvigionamento idrico nell’Agrigentino. I sindaci di Canicattì e Ravanusa hanno inviato una richiesta urgente di incontro ai vertici di AICA e ATI Agrigento, denunciando “gravissimi disservizi” che stanno provocando conseguenze sul piano igienico-sanitario e dell’ordine pubblico.
La nota ufficiale, firmata dai sindaci Vincenzo Corbo e Salvatore Pitrola, è stata trasmessa anche al Prefetto di Agrigento. Nel documento chiedono che il confronto venga convocato “entro e non oltre le prossime 24 ore”, evidenziando una situazione definita di “gravità eccezionale”.
Secondo quanto riportato nella comunicazione, nei due comuni si stanno moltiplicando le segnalazioni da parte dei cittadini per la mancanza d’acqua e per le difficoltà legate alla distribuzione idrica. A Canicattì l’amministrazione comunale è già intervenuta con l’ordinanza n. 68, attivando la fase di preallarme della Protezione Civile, l’istituzione del Centro Operativo Comunale e il divieto di utilizzo dell’acqua del pubblico acquedotto per scopi non essenziali.
Corbo e Pitrola sottolineano inoltre come la crisi fosse “ampiamente prevedibile” e già segnalata in precedenza agli enti competenti. Nella nota si parla apertamente di possibili violazioni degli obblighi previsti dallo Statuto AICA in relazione al servizio idrico.
“In assenza di un riscontro immediato e di misure concrete nelle prossime ore – scrivono i due amministratori – saremo costretti ad attivare ogni strumento istituzionale e giuridico a tutela della salute pubblica e dei diritti dei cittadini”.