Diventa definitiva la condanna nei confronti dei fratelli Antonio e Giuseppe Maira di Canicattì rimasti coinvolti in un processo per estorsione ed usura a seguito dell’ inchiesta denominata Cappio. La Cassazione ha confermato le pene di secondo grado infliggendo ad Antonio Maira sette anni di carcere mentre al fratello Giuseppe tre anni e sei mesi. L’indagine era partita dopo la denuncia di un imprenditore agricolo che era rimasta vittima dei due dopo avere chiesto un prestito a causa delle difficoltà economiche in cui versava.
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