“La mia proposta di candidatura, non è nata per essere divisiva ma per unire, con umiltà, convergendo sulle riconosciute doti amministrative per far ripartire Agrigento. Sento l’esigenza di avere una città moderna, efficiente, proiettata nel futuro, ma soprattutto pulita e vivibile”. Calogero Sodano rompe il silenzio, dopo le tante dichiarazioni dal mondo della politica che nelle ultime settimane hanno confuso il dibattito sulle prossime amministrative in città, e mette dei paletti sulla sua possibile candidatura a sindaco di Agrigento.
“Mi sento di dire che solo a una condizione potrei accettare pienamente la candidatura a sindaco: che tutti, partiti in primis, mettano: “Agrigento prima di tutto”, liberandoci definitivamente dalle logiche deteriori del recente passato – sottolinea – Perché solo così, insieme, potremo salvare Agrigento dall’oblio e dall’incuria restituendole dignità e vivibilità affinché, la magnificenza della storia che abbiamo ereditato, possa essere ancora tramandata alla future generazioni”.
E chiarisce com’è è nata l’dea della sua candidatura. “La mia disponibilità alla candidatura a sindaco nasce proprio dal profondo, direi viscerale, amore che nutro per la mia terra e per i mei concittadini che oggi sono vittime dell’improvvisazione amministrativa che ha contraddistinto gli ultimi decenni. Sono tempi in cui la sfiducia nella classe politica è tangibile, il Centrodestra, con lucidità e ritengo anche con amarezza, ha dovuto prendere atto della pessima gestione di chi ha amministrato la cosa pubblica: un fallimento che è sotto gli occhi di tutti, capace di perdere finanziamenti importanti, di non progettare opere necessarie, nonostante le risorse del PNRR e, nostro malgrado, sprecare anche quella che ritengo essere stata un’occasione irripetibile, ovvero “Agrigento capitale italiana della cultura 2025” che anziché mostrare al mondo le sue innumerevoli potenzialità, ha macchiato l’immagine di una città che, nel suo anno più importante, è stata al centro delle cronache nazionali per inefficienze, meschinerie e bassezze. Questa sfida – spiega – non è personale, ma collettiva. Il mio impegno vuole essere quello di rimettere Agrigento al primo posto, nel 2026 e negli anni a venire, lavorando con dedizione e rispetto per tutti, senza cedere alle logiche di fazione o agli interessi particolari che, ad oggi, hanno creato un danno irreparabile alla nostra città. Una proposta che contempli, la collaborazione reciproca con figure politiche ma anche con autorevoli esponenti della società civile, le migliori forze di Agrigento: donne, professionisti, giovani con cui avere in comune, l’amore incondizionato per la ‘più bella città dei mortali'”.
Infine, chiarisce il motivo che nelle ultime settimane l’ha spinto a non intervenire nel dibattito. “Le diverse posizioni espresse nelle ultime settimane dagli esponenti politici, le cui dichiarazioni hanno riempito le pagine dei giornali, mi hanno indotto ad alcune riflessioni. Se fino a oggi non ho parlato è stato solo per rispetto dei partiti che hanno avuto fiducia in me con un progetto unitario da condividere per il futuro amministrativo della città. Di fronte ai recenti tentennamenti e alle parole pronunciate che stridono con i sentimenti di coerenza e di unità dei mesi scorsi, decido di dire la mia e lo faccio con il cuore in mano, da vero agrigentino che non ha mai smesso di amare la propria città e che soffre nel vederla ridotta nello stato attuale, immeritatamente abbandonata e trascurata”.
Pertanto