Capire il panico e l’agorafobia. Il quesito del lettore
Capire il panico e l’agorafobia
Il quesito del lettore
Gentile dottoressa, ho 24 anni e da mesi la mia vita è un incubo. Tutto è iniziato con un improvviso soffocamento e battito accelerato al centro commerciale. Ora, il solo pensiero di uscire, prendere i mezzi o trovarmi in luoghi affollati mi terrorizza. Ho paura di stare male e che nessuno possa aiutarmi. Mi sto isolando. Come posso sconfiggere questo mostro?
-Marco, 24 anni
Risposta a cura di:
Dott.ssa Vinti Salvina
Caro Marco, quello che sperimenti sono attacchi di panico con agorafobia: il timore invalidante di trovarsi in contesti da cui si teme di non poter fuggire. Si genera così la “paura della paura”: l’evitamento dei luoghi ansiogeni offre un sollievo immediato, ma nel tempo alimenta l’isolamento. Oltre ad un percorso psicoterapico, per scardinare i pensieri catastrofici puoi applicare da subito una strategia pratica quando l’ansia sale: la respirazione diaframmatica, espirando il doppio del tempo dell’inspirazione per bloccare l’iperventilazione. Associala al grounding (tecnica del 5-4-3-2-1): elenca mentalmente 5 cose che vedi intorno a te, 4 che puoi toccare, 3 suoni, 2 odori e 1 sapore. Questo sposta il focus dai sintomi interni alla realtà esterna, interrompendo il circuito del panico. Uscirne è possibile, un passo alla volta.
Dott.ssa Vinti Salvina
Psicologa e Psicoterapeuta
Riceve per appuntamento a Raffadali
( Agrigento )
Cell. 3343096133