Leone XIV a Lampedusa: “Il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”
“Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l’Eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Gesù che spezza il pane per donare sé stesso dà senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. Sì, questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l’amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti”. Ha esordito così Papa Leone XIV nel suo primo discorso a Lampedusa, rivolgendo parole di saluto al sindaco e alla popolazione.
“Le morti di questo mare sono vittime sia di decisione prese che decisioni mancate” ha tuonato il Santo Padre, collegandosi alle morti nel Mediterraneo.
Partendo dalle parole del Vangelo, dalla parabola del buon Samaritano ha invitato tutti a farsi Samaritani, a non girare lo sguardo dall’altro lato e ha ringraziato più volte la popolazione di Lampedusa, da sempre esempio di accoglienza, i volontari, le forze dell’ordine, le amministrazioni che si sono succedute, quanti negli anni hanno prestato soccorso ai migranti.
E proprio stamattina altre 20 persone sono approdate sull’isola, tra cui un bambino.
Prima della messa, il Pontefice era stato al cimitero per una preghiera davanti a quelle croci senza nomi di vittime delle traversate del mare. Poi al Molo Favarolo, da oggi Molo intitolato a Papa Francesco che nel 2013 aveva scelto Lamepdusa per il suo primo viaggio apostolico.
“Ringrazio il Signor sindaco per il saluto che mi ha rivolto a nome del Comune di Lampedusa e Linosa, e ringrazio tutti voi per la vostra accoglienza – ha sottolineato Prevost – Il fatto che abbiate voluto intitolare il Molo Favaloro a Papa Francesco è segno del legame che il mio predecessore ha stabilito con la vostra comunità e con i fratelli e le sorelle migranti: il Papa vi è stato vicino in questo tempo per voi molto impegnativo. E oggi sono qui per dirvi che il Papa continua ad accompagnarvi, vi sostiene e vi incoraggia”.
Una giornata storica per le Pelagie e per l’intera diocesi di Agrigento. Tantissimi i sacerdoti giunti dall’intera provincia, compresa la forania di Canicattì, e da altre parti della Sicilia.
Commosso alla fine del suo discorso l’arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano che ha ringraziato più volte il Papa e ha ricordato le difficoltà della terra agrigentina e siciliana.
Tra i due, in chiusura, un abbraccio fraterno e lo scambio di doni.
Oltre 4mila i presenti. Per tutti quella di oggi sarà una giornata indimenticabile.