July 5, 2026
Porto Empedocle, demolizione canna fumaria e caldaia centrale Enel. Preoccupazione per futuro
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Porto Empedocle, demolizione canna fumaria e caldaia centrale Enel. Preoccupazione per futuro

Lug 1, 2026
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Sono iniziate all’interno della centrale Enel di Porto Empedocle le operazioni di demolizione della canna fumaria e della vecchia caldaia che alimentava l’impianto ad olio combustibile oggi trasformato in turbogas. Un intervento questo che sta creando parecchie perplessità in città aprendo un dibattito tra gli empedoclini su quali siano i reali motivi dell’operazione avviata da Enel. Un interrogativo che lascia aperte diverse interpretazioni e tra queste quello che l’azienda voglia giungere ad un declassamento del protocollo “Seveso”.  Si tratta di una normativa europea che impone alle aziende che operano nel settore con sostanze chimiche pericolose di adottare rigide misure per evitare gravi incidenti e tutelare la popolazione e l’ambiente. Uscire da questa classificazione significherebbe far cadere obblighi di controllo ,informazioni ai cittadini e piani di emergenza esterna. Addirittura voci che non sono al momento confermate raccontano che Enel avrebbe intenzione di eliminare il turno avvicendato H24. Tradotto significa che non ci sarebbe più bisogno di personale Enel qualificato a presidiare l’impianto durante la notte. Una scelta che secondo quanto previsto dall’autorizzazione integrata ambientale (Aia) non potrebbe essere compensata con l’impiego di risorse esterne non specializzate. Una centrale turbogas funziona a temperature oltre i 1200° C. Nel caso dovesse malauguratamente registrarsi un guasto, una perdita un incendio nelle ore in cui l’impianto resta incustodito i tempi di intervento rischierebbero di essere fatali. La centrale si trova nel cuore di Porto Empedocle tra la spiaggia affollata di bagnanti durante l’estate e nelle ore diurne e le case abitate dai cittadini. Le conseguenze di una esplosione potrebbero essere senza alcun dubbio di smentita a dir poco tragiche. Sul tavolo anche la rimozione del serbatoio Ocd e la relativa bonifica. Una operazione delicata in un sito industriale storico a ridosso del mare che solleva dubbi sulle modalità e sui rischi dello smantellamento. Mentre Porto Empedocle prova da anni a puntare sul turismo continua a convivere con un sito industriale ad alto rischio nel suo centro urbano. Da Enel ci si aspetterebbe l’opposto: investimenti importanti e una riconversione green dell’area per cancellare l’idea di una “bomba” a due passi dal mare. Intanto la città resta in attesa di capire se di notte a presidiare l’impianto più rischioso di Porto Empedocle rimarrà ancora qualcuno.