March 5, 2026
Campobello di Licata, nel degrado l’isola di prossimità dello stadio. Guerra a colpi di post fra Terrana e Picone
Campobello di Licata Cronaca In Evidenza

Campobello di Licata, nel degrado l’isola di prossimità dello stadio. Guerra a colpi di post fra Terrana e Picone

Feb 6, 2026
Condividi su:

Botta e risposta sui social tra l’attuale sindaco di Campobello di Licata e il suo predecessore, rispettivamente Vito Terrana e Giovanni Picone.  Tutto è partito da un post dei Giovani Democratici del PD di Ravanusa e Campobello che denunciava le attuali condizioni scadenti dell’isole di prossimità della raccolta di rifiuti che si trova nella zona dello stadio comunale.

“Rifiuti ammassati ovunque, sacchi aperti, spazzatura sparsa lungo la strada: una situazione indegna dal punto di vista igienico, ambientale e del decoro urbano – si legge nel post –
Il problema è noto da tempo: l’accesso alla postazione è aperto H24 perché il catenaccio è stato rimosso. È rimasta solo la catena, ma senza chiusura. Di fatto l’area è sempre accessibile a chiunque. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i cani randagi rovistano tra i sacchi, li strappano e disperdono i rifiuti ovunque, trasformando una postazione di raccolta in una discarica a cielo aperto. Non è solo una questione estetica. È un problema di salute pubblica, rispetto per l’ambiente e per i cittadini che vivono e transitano in questa zona. Una gestione così non è accettabile. Servono controlli, ripristino delle chiusure e una manutenzione costante delle postazioni”.

Il capo della giunta comunale, Vito Terrana, ha immediatamente replicato: “Per quanto riguarda il servizio dei rifiuti urbani, il Partito Democratico di Campobello di Licata, le invettive sui disservizi sa bene a chi dovrebbe rivolgerle. Il capocantiere è colui il quale coordina il personale, gestisce le operazioni del servizio e vigila sulla corretta esecuzione del servizio stesso. Entrando quindi nella questione, il capocantiere è persona e familiare molto vicino ad esponenti del partito democratico, addirittura parrebbe che sia stato promosso a tale qualifica durante le amministrazioni passate. Sarebbe opportuno quindi, vista la familiarità di chiedere direttamente al capocantiere anziché, necessariamente ad ogni costo puntare il dito sull’attuale amministrazione”.

Sulla vicenda è intervenuto l’ex sindaco Giovanni Picone, che ha commentato così: “Volutamente ho condiviso il post dei Giovani Democratici di Campobello e Ravanusa perché mi aspettavo questa Sua reazione scomposta degna di chi non può rappresentare le Istituzioni. Come si suol dire un buon giocatore prova a sparigliare le carte o a rilanciare. Questo linguaggio, questo attaccare o intimidire le persone che osano avere un pensiero diverso o non condividere l’operato dell’Amministrazione comunale è un degno comportamento di altri ambienti di sicuro non di un paese civile, democratico e libero. Non è la prima volta che usa un linguaggio violento e di intimidazione nei confronti dei cittadini. Non glielo consento e non glielo consentirò neanche nei confronti dei cittadini campobellesi liberi e onesti. Ribadisco, usi questo linguaggio con chi glielo consente e negli ambienti dove si è formato! In merito al post pubblicato dove vengono evidenziati i disservizi, un capo dell’amministrazione deve fare quello che la legge gli consente e cioè chiedere a chi ha la responsabilità del controllo del servizio se sono state fatte le dovute contestazioni. Poi saranno le imprese a verificare di chi sono le responsabilità ed eventualmente fare le dovute contestazioni ai lavoratori. QUESTA E’ L’A B C di come si deve amministrare un Comune e non attaccare, intimidire e sovraesporre le persone. Considerato che è distratto da altre situazioni, vedi gli appalti, la voglio informare che la situazione di degrado delle isole di prossimità, se non lo sa si chiamano così e non discariche, perdura da quando Lei è diventato Sindaco. Non se n’è mai accorto? E chi lo collabora non c’ha mai fatto caso? Di una cosa se ne è accorto e l’ha fatto: LA SECONDA PROROGA DEL CONTRATTO. La verità è solo una: SUI RIFIUTI AVETE FALLITO! Su altre cose, come le ho scritto una volta, “DOVE LEI VUOLE FAR APPARIRE LA LUCE IO VEDO PROFONDO BUIO!”.

Non si è fatta aspettare la replica di Terrana, che in un lungo post ha ricordato i suoi trascorsi nelle passate sindacature accanto a Giovanni Picone. “Vorrei ricordare allo stesso Picone, che IO non ho mai usato l’arma del ricatto né tantomeno della violenza, né pressioni anche di ambienti che non dovrebbero farle… e sai a cosa mi riferisco! Sono stato cresciuto ed educato in ambienti ove l’ascolto, il dialogo, il confronto, l’affermazione della verità, il rispetto degli altri, il rispetto della legalità praticata e non decantata, onestà e generosità sono state le direttici della mia crescita! Di contra, mi è stato insegnato a diffidare da chi punta sempre il dito contro gli altri, dagli adulatori, dai calunniatori seriali, dai ruffiani e da chi costruisce relazioni in base al proprio tornaconto personale. Sulla mia amministrazione nulla da eccepire, nonostante le innumerevoli denunce presentate con firma autografa ed anche in maniera anonima.
Manterrò sempre il rigore che ha contraddistinto la mia amministrazione, e quando sarà prossima la campagna elettorale, a pochi giorni dal voto, sicuramente non assegnerò in maniera alquanto dubbiosa e discutibile alloggi di edilizia economica e popolare per racimolare qualche voto. Invito il Signor Picone a chiarire meglio cosa intende dire ‘distratto da altre situazioni vedi appalti’. Di certo, la mia amministrazione in materia di appalti non ha mai ricevuto, né aggiudicato appalti recanti offerte dello 0,50 % o dell’1 %, altri si! Sui rifiuti e sull’aumento della tari non è stata la mia amministrazione a fallire, insediata da 18 mesi; la responsabilità È TUTTA SUA CARO SIGNOR PICONE . La invito a lasciarci amministrare, alla scadenza elettorale gli elettori esprimeranno la loro preferenza! LE DECISIONI DEL POPOLO SONO SOVRANE E VANNO SEMPRE RISPETTATE!”.