Canicattì, psicosi rapine. Una città nel terrore
Ormai Canicattì è una città che vive nel terrore. Terrore alimentato da false notizie che circolano sul web e alimentate da improvvisati e pseudo “giornalisti” , pseudo “comunicatori” e “detentori della verità”. Ogni giorno riceviamo decine di segnalazioni di rapine che avvengono nelle zone più impensate della città. Nonostante le stesse non trovino riscontri scatta comunque la psicosi collettiva. In attesa che la risposta dello Stato arrivi a quanto avvenuto in questi mesi e siamo certi che arriverà presto, l’ unica strada da seguire è quella di cercare di restare tutti calmi. Sappiamo che è davvero difficile in questo momento ma alimentare la strategia del terrore non conduce a nulla di positivo. Fa male alla città, fa male a chi la desidera vivere. Certo Canicattì non è Milano, Palermo o Catania ma i fatti di microcriminalità sono sempre accaduti e continueranno purtroppo ad accadere. Ed allora è arrivato il momento di smetterla di lasciare i social e tornare alla vita reale perché non si può continuare ad uccidersi dentro.