Dissalatore di Porto Empedocle, Mare Nostrum invia esposto ai Presidenti Mattarella, Meloni e Schifani
Il comitato Mare Nostrum di Porto Empedocle ha inviato un esposto ai Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei Ministri e della Regione, rispettivamente Sergio Mattarella, Giorgia Meloni, e Renato Schifani, per denunciare la presenza del dissalatore adiacente alla Centrale Elettrica.
“Il documento – spiega il comitato – inviato alle più alte cariche dello Stato e al Presidente della Regione Schifani, prevalentemente si articola in quattro punti: scelta del sito sbagliata; spreco delle risorse e sovradimensionamento delle opere; realizzazione di un impianto di dissalazione definitivo privo delle dovute autorizzazioni urbanistiche; utilizzo delle somme emergenziali (pubbliche) per bonificare aree di competenza Enel (private)”.
Inoltre, Mare Nostrum chiede un ulteriore un consiglio comunale aperto su questa vicenda perché le promesse fatte nella scorsa seduta non sono state mantenute.
“Nella seduta del Consiglio Comunale aperto del 10 luglio 2025 a Porto Empedocle – ricorda il comitato – l’ingegnere Sansone delegato dal Commissario, ha confermato che il dissalatore adiacente alla Centrale Elettrica sarebbe stata una struttura temporanea e che sarebbe stata trasferita a Trapani appena finita l’emergenza idrica. Nella sala Consiliare empedoclina, dal delegato commissariale così dicono i verbali, l’ingegnere Sansone, sempre quel giorno, aveva anche dato garanzie sui finanziamenti di copertura per il dissalatore fisso che si sarebbe realizzato in zona ex Asi. Però, con il decreto commissariale n.42, viene tutto ribaltato: ‘Il dissalatore temporaneo accanto l’Enel diventa fisso e il dissalatore in zona ex Asi non si farà più come promesso”.
“Una decisione che – sottolinea Maurizio Saia, Presidente del Comitato – ci lascia esterrefatti e amareggiati perché in realtà nulla è cambiato rispetto al 10 luglio. Subito dopo quel Consiglio Comunale sei consiglieri hanno firmato una mozione facendo proprie le nostre istanze e ancora si attende risposta dalle Istituzioni locali che continuano a tacere. Per questa ragione ci è sembrato opportuno e doveroso inviare un esposto al Presidente della Repubblica, Al Capo del Governo e al Presidente della Regione Siciliana. Ovviamente non ci fermeremo e sulla base della mozione e della denuncia, nei prossimi giorni – conclude – chiederemo la convocazione di un nuovo Consiglio Comunale aperto”.






