Ravanusa. Minacce al sindaco. L’appello ai cittadini di Pitrola:”Se voi ci sarete continuerò a lottare”
Una vile intimidazione è stata compiuta nei confronti del sindaco di Ravanusa Salvatore Pitrola. E’ stato lui stesso a raccontare quanto accaduto sulla sua pagina social. “La settimana scorsa nel muro della mia abitazione è stato rinvenuto un contenitore con un liquido non identificato, insieme a un mazzo di fiori e a tre bossoli di arma da fuoco. Un gesto grave e inquietante, che ha scosso profondamente me e, soprattutto, la mia famiglia. Ho immediatamente segnalato quanto accaduto alle autorità competenti, che da tempo stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari per fare piena luce sulla natura e sull’origine di quanto rinvenuto.Il mio silenzio di questi giorni non è debolezza. È rispetto. Rispetto per la serenità delle persone che amo e a cui devo tutto: 𝗜 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗴𝗻𝗶𝘁à 𝗲 𝗹’𝗼𝗻𝗲𝘀𝘁à. 𝗠𝗶𝗮 𝗺𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗲. 𝗜 𝗺𝗶𝗲𝗶 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶, 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝗮𝗰𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗼
𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. A loro devo la mia vita. Ed è per proteggerne la serenità, che ogni mia scelta è sempre guidata dal rispetto e dalla responsabilità. 𝐃𝐀𝐕𝐀𝐍𝐓𝐈 𝐀 𝐆𝐄𝐒𝐓𝐈 𝐂𝐎𝐒𝐈̀ 𝐕𝐈𝐋𝐈, 𝐔𝐍𝐀 𝐃𝐎𝐌𝐀𝐍𝐃𝐀 𝐒𝐎𝐑𝐆𝐄 𝐒𝐏𝐎𝐍𝐓𝐀𝐍𝐄𝐀, a chi da fastidio il mio operato? Un impegno quotidiano fondato su trasparenza, legalità e rinnovamento, portato avanti esclusivamente nell’interesse della comunità. Il mio impegno politico nasce solo da questo. Non da ambizioni personali. Non da carriere da costruire. Di politica non vivo e non vivrò. Concluso questo percorso, tornerò al mio lavoro, ai miei hobby e soprattutto alla mia famiglia, che in parte ho trascurato per servire la mia comunità. 𝐄 𝐒𝐄 𝐔𝐍 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐂𝐀𝐏𝐈𝐑Ó 𝐂𝐇𝐄 𝐋𝐀 𝐌𝐈𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐏𝐑𝐄𝐅𝐄𝐑𝐈𝐒𝐂𝐄 𝐈𝐋 𝐆𝐑𝐈𝐆𝐈𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐋 𝐂𝐀𝐌𝐁𝐈𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎, me ne andrò in punta di piedi, con la coscienza pulita e la schiena dritta. 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐔𝐑𝐀 É 𝐔𝐌𝐀𝐍𝐀, ma non può e non deve condizionare il nostro operato, né piegare la volontà di chi crede in un futuro diverso. 𝐑𝐀𝐕𝐀𝐍𝐔𝐒𝐀 𝐍𝐎𝐍 𝐇𝐀 𝐁𝐈𝐒𝐎𝐆𝐍𝐎 𝐃𝐈 𝐄𝐑𝐎𝐈, ha bisogno di unità. Di un cammino condiviso con le scuole, le associazioni culturali, la comunità ecclesiastica e le forze politiche sane. Di un cambiamento culturale profondo che non può e non deve fermarsi. Un territorio che vogliamo vedere rinascere. Un luogo in cui i nostri figli possano crescere in modo sano e sicuro. 𝐋𝐀 𝐌𝐈𝐀 𝐅𝐎𝐑𝐙𝐀 𝐒𝐈𝐄𝐓𝐄 𝐕𝐎𝐈.
Se voi ci sarete,io continuerò a lottare”.
Sull’episodio ha aperto una inchiesta la Procura di Agrigento. Delle indagini si stanno occupando i carabinieri.