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September 16, 2026
Vincere la claustrofobia: la prigione invisibile. Il quesito del lettore
Psicologia

Vincere la claustrofobia: la prigione invisibile. Il quesito del lettore

Ago 24, 2026
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Vincere la claustrofobia: la prigione invisibile

Il quesito del lettore

Gentile dottoressa, ho 31 anni e da qualche tempo sto vivendo un incubo silenzioso. Tutto è iniziato due mesi fa quando sono rimasta bloccata in ascensore per soli dieci minuti: un tempo brevissimo, ma sufficiente a scatenare in me un senso di soffocamento, sudori freddi e la certezza di impazzire. Da quel giorno la mia vita si è drasticamente ristretta. Ho il terrore di prendere l’ascensore, di salire sul bus o persino di chiudere la porta del bagno. Evito i luoghi chiusi e senza finestre. Sento che la mia autonomia sta scomparendo e mi vergogno immensamente con i colleghi e gli amici. Come posso liberarmi da questa gabbia mentale?

– Elena, 31 anni

Risposta a cura di:

Dott.ssa Vinti Salvina

Cara Elena, quella che descrivi è la claustrofobia, una fobia specifica caratterizzata da una paura intensa e irrazionale degli spazi chiusi o ristretti. L’episodio dell’ascensore ha agito da fattore scatenante, creando un’associazione automatica tra il luogo chiuso e il pericolo di soffocare o perdere il controllo. Il meccanismo che mantiene in vita questo disturbo è l’evitamento: ogni volta che scegli le scale o eviti la metropolitana, il tuo cervello riceve un falso segnale di sicurezza (‘se ho evitato quel posto, mi sono salvata’). Nel breve termine provi sollievo, ma nel lungo periodo confermi alla tua mente che quei luoghi sono spazi pericolosi, restringendo sempre più il tuo spazio di azione.

Per spezzare questa spirale, oltre a considerare un percorso psicoterapico (particolarmente efficace con la tecnica dell’esposizione graduale), puoi mettere in pratica alcuni strumenti immediati. Quando ti trovi in uno spazio stretto e senti l’ansia salire, applica la tecnica della ‘decentrazione visiva e spaziale’: invece di fissare le pareti o la porta chiusa, focalizza la tua attenzione su un dettaglio preciso e distante, oppure sulla respirazione slow-paced, inspirando ed espirando lentamente. Inoltre, sostituisci il dialogo interno catastrofico (‘qui dentro soffoco’) con affermazioni di realtà (‘il cervello sta inviando un falso allarme, l’aria c’è ed è sufficiente, l’ansia raggiungerà un picco e poi scenderà’). Riconquistare la libertà richiede pazienza, ma riappropriarsi della propria vita è assolutamente possibile.

Dott.ssa Vinti Salvina

Psicologa e Psicoterapeuta

Riceve per appuntamento a Raffadali

( Agrigento )

Cell. 3343096133